Educazione ecologica

Incontrare la natura con regolarità ci obbliga ad interrogarci sulla relazione che vogliamo instaurare con lei.

Passare molto tempo all’aperto con bambini e bambine ci rende consapevoli del valore educativo e formativo di queste esperienze ed a livello educativo siamo chiamati a porre attenzione al linguaggio che utilizziamo, sia esso verbale o non verbale al fine di non veicolare idee antiecologiche.

Noi adulti cerchiamo di controllare la nostra produzione di parole, per non invadere o influenzare lo spazio di espressione degli altri componenti del gruppo. Nel tentativo di non cadere in un linguaggio precostituito cerchiamo di offrire immagini poetiche, cercando di lasciar parlare la bambina o il bambino che è in noi.

Nella cura del linguaggio dondoliamo tra due possibilità. Da una parte cerchiamo di dare un nome a piante, animali, vegetali e luoghi. D’altronde questo è il modo umano per riconoscere ciò che vive e nominare qualcosa significa renderla viva, presente. Dall’altra parte cerchiamo di adottare una dimensione allocentrica: in cui si vive l’esperienza con tutti i sensi e tutte le sensibilità.

Attraverso il linguaggio possiamo evocare la rete di relazioni in cui ogni essere si trova implicato, proponiamo domande aperte che spingano ad attivare l’immaginazione è la creatività.

Col linguaggio, ma anche con i gesti, e con azioni concrete cerchiamo di portare rispetto nei confronti di tutti gli esseri abbracciando l’etica della responsabilità ed il principio della responsabilità estesa ( Mortari 2020). Detto più semplicemente cerchiamo di compiere gesti di cura per la vita. Nella consapevolezza che non è possibile tracciare confini definiti tra il mondo umano e quello naturale e che la conservazione delle varie forme di vita è un tutt’uno con la conservazione della vita umana.

E così camminiamo con un sacchetto della spazzatura nello zaino, raccogliamo i rifiuti che incontriamo, diamo importanza anche all’animaletto più piccolo, utilizziamo prodotti biologici e biodegradabili. Parliamo dei luoghi che frequentiamo come degli esseri viventi, diamo voce alle piante che incontriamo, alle acque del lago, del bosco del ruscello. Facciamo arrivare lettere per instaurare un dialogo, utilizziamo pupazzi, personaggi e burattini come mediatori.

L’etica della terra di Leopold allarga i confini della comunità ai terreni, le acque, le piante, gli animali… e riconosce l’essere umano come un membro e un cittadino della comunità. Questa visione implica che ogni componente sia portatore di diritti quanti l’essere umano.

La trasposizione di questi concetti complessi nella vita quotidiana condivisa con bambini dai 3 ai 6 anni si traduce in primis in un lavoro di riflessione privata e profonda su questi temi da parte di noi educatrici ed educatori. Siamo sicure/i che i bambini riceveranno i frutti di questo nostro percorso personale.

Adulti e bambini ci tufferemo in un’esperienza corporea fatta di sensazioni tattili, odori, colori, sfumature, suoni, movimenti. Noi adulti veglieremo sull’esperienza dei piccoli. Affinché sia alla loro portata, positiva, costruttiva.

La filosofia buddista ci ha regalato il concetto di interessere grazie al quale possiamo percepire che noi e la terra siamo una sola cosa. Attraverso parole semplici e atteggiamenti coerenti potremo trasmettere che la terra non è qualcosa al di fuori di noi.

Sdraiarsi sulla morbida erba dopo una salita, respirare correndo in discesa la fresca aria del mattino, guardare le nuvole e percepire i raggi del sole sulla pelle, meravigliarsi ogni anno per le fioriture primaverili, assaporare le more, le giuggiole, i corbezzoli… sono solo alcune delle attività che nascono spontanee stando fuori.

Speriamo tanto che le nuove generazioni possano sviluppare amore e ammirazione per la Terra e che possano scegliere con facilitate consapevolezza una vita sostenibile.

Questo pianeta bello, generoso e fertile che chiamiamo Terra ha dato vita a ciascuno di noi e ciascuno di noi porta la Terra in ogni cellula del proprio corpo” Thich Nhat Hanh ( 2014).

Biografia

Leopold A., (2019), Pensare come una montagna( a sand county almanac), Prato, Piano B edizioni.

Mortari L., (2020), Educazione ecologica, Urbino, La terza edizioni.

Thich Nhat Hanh, (2014), Dichiarazione sul cambiamento climatico per le nazioni unite

https://plumvillage.org/it/about/thch-nhat-hans-statement-on-climate-change-for-unfccc/