
San Martino. Il primo fuoco dei tanti che verranno.
In questo periodo dell’anno l’anima comincia ad avvertire una certa malinconia. Attraverso i sensi si sperimenta la bellezza della natura che in questo periodo si accende prima di ritirarsi nel calore della terra. I colori rosso, giallo, arancione, insieme ai fuochi accesi ed ai cibi caldi ci danno tanto piacere e ci aiutano a percepire ed a connetterci con il nostro fuoco interiore.
San Martino celebra tutto questo: il calore che si ritira nella terra e la nostra luce interiore che brilla insieme a quelle degli altri. Le lanterne ci parlano di tutto questo e per questo ci riempiono di poesia.
Questa festa è dedicata alla luce ed al calore che si stagliano nel buio che si allunga. Per godersela dobbiamo fermare il chiacchiericcio dei pensieri e delle parole inutili. I canti ci aiutano viverla nella sua essenza.
“Lanterna che brilli, nella notte scura, dimmi dove andar, dimmi dove andar, che qui nel buio non posso star!”.
“San Martino cavaliere ti ringrazio per la luce che per strada mi conduce ed illumina il cammin”.

Nelle passeggiate raccogliamo le foglie per decorare le lanterne. E cantiamo.

Durante la settimana costruiamo ogni giorno un pezzetto della lanterna. E cantiamo.

La mattina prepariamo dei biscotti che verranno consegnati alla fine della passeggiata. E cantiamo.


Magia pura.