Un formicaio

In passeggiata di occasioni per osservare ne capitano tantissime. Raramente documentiamo questi magici momenti. Ma ogni tanto sì. Quando si prolungano, quando l’attenzione è alta. Allora la telecamera del telefono viene messa fissa sull’oggetto da documentare, mentre l’occhio dell’ adulto guarda direttamente ciò che viene osservato. Chi se ne frega dell’inquadratura. L’importante è continuare a vivere il momento con i bambini e le bambine interessate. Poi se sarà documentato tanto meglio.

Questo formicaio è stato osservato per molti, molti minuti ed eccone la documentazione di un breve momento.

I bambini si pongono tante domande: cosa stanno facendo le formiche? Cosa fa quella lì che non prende i pezzettini? Dove è la regina?

Si danno anche delle risposte: “tutte le stanno mettendo lì, e camminano”.Il formicaio è visto come un tetto, “che è questo tutto” (indicando la parte esterna del formicaio).

Mi sembra fantastica e perfettamente calzante l’idea del tetto perché rimanda proprio al fatto che la casa è sottoterra.

A. cerca di far camminare una formica sul suo dito, ma non ci riesce, allora prova con un “retino”, N. gli propone di usare una foglia. L’educatrice li invita ad osservarle nella loro attività, sono indaffarate queste formiche, lasciamole fare, cosa stanno facendo? L’educatrice cerca nel suo immaginario, per lei costruiscono un castello. Subito viene colto l’impulso e i bambini si chiedono dove è la regina. Ecco chi “è quella che non faceva niente, allora è la regina! No, la regina è dentro!”.

In pochi minuti tante domande anche per noi adulti che accompagnamo nell’osservazione. Partecipanti attivi insieme ai piccoli dobbiamo fare delle scelte. Lasciare che la formica venga presa in mano? Intervenire verbalmente nell’osservazione?

In questo caso l’osservazione è stata reindirizzata sul formicaio, per guardare la formica nel suo ambiente naturale e sociale. E anche per proteggerla.

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